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In questo allestimento sono in mostra parte dei lavori eseguiti durante il periodo di permanenza nel BoCS. Le opere, in differenti modalità, sono frutto di una ricerca che si fonda sul tentativo di contatto con la comunità e l’immaginario del territorio cosentino. Le opere sono sostanzialmente due: la serie Sudari e il video Piena.

BoCS Cosenza
 

SUDARI stampe digitali e solventi su tela Questa serie di quadri è stata realizzata mediante un processo di trasposizione di stampe digitali su tela. Attraverso dei solventi le immagini fotografiche originali, raccolte durante il soggiorno, si dissolvono per ricomporsi a contatto con la tela. In questo passaggio, in larga parte casuale, avviene una trasformazione che vede il dato fotografico perdersi in un fantasma che, seppur evanescente, si mantiene in un certo rapporto con il reale restituendo all’immagine finale enigma e forza evocativa. Come nel sudario della Veronica con il volto del Cristo, queste tele toccano le immagini con la loro fisicità, il loro panneggio; di conseguenza il risultato finale non è semplicemente una riproduzione della fotografia su tela, ma l’immagine di contatto che registra il soggetto trasformandolo.     PIENA video B/N HD 7′ 11” Il video è costituito da 8 interviste audio montate su diverse sequenze video girate nei fiumi cosentini. Prendendo spunto dalla leggenda di Alarico, il Re visigoto morto a Cosenza, Piena è una riflessione sulla resistenza dei miti in epoca contemporanea. Attraverso la voce dei cosentini il mito di Alarico prende sfumature diverse che oscillano tra il racconto fantastico e il fatto storico, tra presunti tesori in fondo al fiume a veri comitati di ricerca scientifica. Come nel gorgoglìo di un fiume in piena le voci si avviluppano in una narrazione frammentaria, non lineare, come dei vortici di memoria e di immagini che continuamente salgono a galla per poi ritornare a fondo.

residenza BoCS
Bocs Cosenza