Klon
Premio Nocivelli 2020
Non avrei dubbi ad affermare che KLON/spighe, di Francesco Ciavaglioli, sia un quadro figurativo, ma a cui è sottesa una sintassi astratta, poiché risulta da un’unica forma, ripetuta sulla superficie come una specie di pattern. Potrei anche dire che KLON/spighe è un quadro in cui la figura gioca con la decorazione – una parola pericolosa e affascinante, che si apre a uno spettro di suggestioni molto ampio, da certe forme antiche e primigenie (come il tralcio sui sarcofagi e mosaici romani, che sta per tutto il mondo naturale) fino all’universo, più contemporaneo, del kitsch.
La parola decorazione fa anche pensare all’idea di un approccio “spensierato” alla pittura, un approccio in grado di eludere i problemi generati dal soggetto e dalla composizione, di eccedere i limiti del quadro, contaminando diversi supporti, come avviene nel caso di Ciavaglioli, il cui lavoro si articola attraverso dipinti e disegni, ma anche interventi ambientali.
KLON/spighe è un quadro di piccole/medie dimensioni (e – perché no – un quadro di genere) il cui soggetto risulta da una composizione studiata, dalla ripetizione di una spiga tratta da un libro di botanica medievale, una ripetizione che avviene in superficie ma che si apre anche a una lieve articolazione in profondità che risulta dalla sovrapposizione di quattro diverse file di spighe.
Il soggetto di KLON/spighe mi sembra dunque il paesaggio, ma un paesaggio generato da due forze o tensioni contrapposte: una “di superficie”, di gesti meccanici che assecondano il ritmo della composizione, di aree di colore piatte e pennellate impersonali; e un’altra, contraria, che spinge l’immagine in profondità, con pennellate inevitabilmente più materiche e vibratili, con campiture diagonali che ripartiscono l’immagine in zone di luce e di ombra, e con una gamma di toni molto articolata (di verdi, bianchi e grigi) che si abbandonano alle possibilità liriche del paesaggio.